Ecobonus sul recupero: attivo sportello online di Enea

Attivo dallo scorso 25 marzo lo sportello online di Enea, per invio documentazione relativa all’ecobonus sul recupero. La comunicazione va effettuata entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori.

Aperto dal 25 marzo scorso lo sportello online di Enea per l’invio della documentazione necessaria per fruire dell’ecobonus sul recupero, in particolare per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. La comunicazione consente di beneficiare delle detrazioni del 65% e va effettuata entro i 90 giorni dalla conclusione dei lavori.

È possibile, attualmente, inviare la documentazione relativa a interventi di riqualificazione dell’intero edificio, coibentazioni dell’involucro edilizio, sostituzione infissi, installazione di schermature e pannelli solari e di impianti di climatizzazione invernale. Per quanto riguarda le nuove tipologie di cui si può beneficiare mediante l’ecobonus sul recupero introdotto dalla Legge di Stabilità 2015, la documentazione potrà essere inviata appena saranno state adottate le necessarie normative: come per l’acquisto di dispositivi multimediali per il controllo da remoto di impianti di riscaldamento, climatizzazione e produzione di acqua calda.

Dal 2007, anno di introduzione degli ecobonus, al 2014, l’ENEA ha ricevuto oltre 2,5 milioni di pratiche relative a interventi per circa 25 miliardi, che hanno consentito un risparmio totale di circa 50mila GWh, pari al consumo di energia di Roma in un anno.

Le normative sull’ecobonus per gli incapienti
La disposizione è stata introdotta dall’articolo 1, comma 74, della legge finanziaria 2016. Ora, con il provvedimento 43434 del 22 marzo scorso, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito le regole per consentire ai contribuenti che rientrano nella “no tax area”, che, cioè, non hanno un reddito da cui detrarre le eventuali spese per la riqualificazione di un immobile, di usufruire ugualmente dei vantaggi dell’ecobonus al 65%, con la cessione del credito maturato ai fornitori che eseguono i lavori o le prestazioni. È come un pagamento dilazionato, sotto forma di vantaggio e recupero sulle tasse.

La misura è diventata effettiva, ma riguarda solo le spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica effettuati sulle parti comuni degli edifici, per le quali spetta la detrazione dall’imposta lorda del 65%. Inoltre, possono fruirne solo i contribuenti che ricadono nella “no tax area”, cioè i possessori di redditi esclusi dall’imposizione Irpef per espressa previsione o perché l’imposta lorda è assorbita dalle detrazioni per redditi previste dal Tuir e che non possono fruire dell’ecobonus in altra forma.

Si precisa che la scelta di cedere il credito deve risultare nella delibera con cui il condominio approva gli interventi sulle parti comuni oppure può essere comunicata al condominio, che poi la inoltra ai fornitori. I fornitori, a loro volta, devono comunicare al condominio l’avvenuta accettazione del credito, a titolo di pagamento di parte del corrispettivo per i beni ceduti e le attività prestate.

Infine, per completare l’operazione, il condominio deve, trasmettere – entro il 31 marzo 2017 – un’apposita comunicazione telematica all’Agenzia delle Entrate attraverso il canale Entratel o Fisconline in cui allega la spesa complessiva sostenuta nel 2016 per lavori di riqualificazione energetica su parti comuni; l’elenco dei bonifici effettuati; il codice fiscale dei condòmini che hanno ceduto il credito e l’importo del credito ceduto da ciascuno; il codice fiscale dei fornitori cessionari del credito e l’importo totale del credito ceduto a ciascuno di essi.

L’avvenuto invio della comunicazione all’Agenzia delle Entrate deve essere comunicato ai fornitori. I fornitori che ricevono il credito come pagamento possono utilizzarlo esclusivamente in compensazione in 10 rate annuali di pari importo, a decorrere dal 10 aprile 2017. La quota del credito non fruita nell’anno è utilizzabile negli anni successivi e non può essere chiesta a rimborso. Il modello F24 per la compensazione deve essere presentato tramite il servizio telematico Entratel o Fisconline. L’Agenzia, con apposita risoluzione, istituirà il codice tributo per l’uso del credito d’imposta da indicare nell’F24.

 

Fonte: homerating.it

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