Fiscalità immobiliare e Catasto: chiarimenti dalle Entrate

 

Chiarimenti dalle Entrate su fiscalità immobiliare e catasto con la circolare 27/E del 13 giugno 2016. Risposte quesiti stampa specializzata su normativa fiscale immobiliare e catastale.

 

Dopo il convegno organizzato per i 130 anni del Catasto, l’Agenzia delle Entrate, con la circolare 27/E del 13 giugno 2016, risponde ai quesiti dei giornalisti di settore su fiscalità immobiliare e catasto, in particolare sulla normativa fiscale immobiliare e su quella catastale. Lo scopo è quello di fare chiarezza sui dubbi generati dalle nuove normative su revisione delle rendite, agevolazioni nelle compravendite, bonus, leasing abitativo ed altro. Di seguito…

Abitazioni e immobili produttivi “scoperti”
Tra le nuove normative su fiscalità immobiliare e catasto, focus sulle abitazioni e gli immobili produttivi che hanno muri perimetrali e interni integri ma sono scoperti, ovvero non hanno copertura. Se lo stato di fatto di questi immobili non ne consente l’iscrizione in altra categoria catastale, possono essere registrati nella “F/2 – unità collabenti”, che sta ad identificare le costruzioni in livello di degrado tale da impedirne l’attribuzione di una propria rendita catastale.

Costruzioni non ultimate
In caso di immobili non ultimati, classificati impropriamente a tempo indeterminato nelle categorie catastali “F/3 – Unità in corso di costruzione” ed “F/4 – Unità in corso di definizione” (categorie, per forza di cose, provvisorie), il Comune sul cui territorio insistono può sempre farne segnalazione al competente ufficio dell’Agenzia delle Entrate per le verifiche del caso. Questo in base alla legge 662/1996 (articolo 3, comma 58), quando il classamento risulta non aggiornato o palesemente non in regola rispetto a fabbricati similari, ovvero alla legge 311/2004 (articolo 1, comma 336), per la segnalazione di situazioni non più coerenti per intervenute variazioni edilizie.

Rendita catastale per strutture di sostegno
Dal prossimo 1° luglio, gli elementi di rete e le infrastrutture realizzate per le istallazioni di telefonia mobile (come tubature, piloni, cavidotti, pozzi di ispezione, pozzetti, centraline, edifici o accessi a edifici, installazioni di antenne, tralicci e pali) non devono essere presi in considerazione nella determinazione della rendita catastale.

Tuttavia, le strutture di sostegno degli aerogeneratori delle centrali eoliche vanno stimate in fase di determinazione della rendita catastale della centrale, in quanto tali strutture sono vere e proprie costruzioni, torri immobilizzate al suolo, con un interno, spesso dotate di scale.

Gli input della revisione catastale
Procedendo nei chiarimenti su fiscalità immobiliare e catasto, l’Agenzia spiega che la rendita catastale di un’unità immobiliare dipende non solo dalle caratteristiche intrinseche del fabbricato che la ospita e dalla destinazione dell’unità stessa, ma anche dall’ubicazione e dai servizi territoriali disponibili. Sono le caratteristiche estrinseche, infatti, che determinano il livello di redditività ovvero la classe dell’immobile, che può modificarsi nel tempo.

Nei processi di revisione catastale avviati su richiesta dei Comuni, gli uffici delle Entrate effettuano una verifica generalizzata dei classamenti attribuiti a tutte le unità immobiliari ubicate in specifici contesti territoriali (microzone) in cui è stato riscontrato un anomalo scostamento tra valori medi di mercato e valori medi catastali. Lo scopo finale è quello di una maggiore perequazione fiscale.

La revisione dei classamenti avviene mediante la comparazione con le “unità tipo” che hanno destinazione e caratteristiche analoghe oppure con le unità già censite aventi analoghe caratteristiche. Se necessario, l’ufficio può anche promuovere l’integrazione del quadro tariffario, per includervi tipologie edilizie, destinazioni d’uso o classi originariamente non previste.

Fonte: homerating.it

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