Fotovoltaico su immobili vincolati: autorizzazione paesaggistica

Autorizzazione paesaggistica per impianto fotovoltaico, con potenza inferiore ai 20 kW, integrato anche in aree o su edifici vincolati. Così Ministero beni e attività culturali e del turismo.

La disposizione da applicare in caso di installazione del piccolo fotovoltaico è quella del Dpr 139/2010 è quella Dpr 139/2010 (Regolamento di procedimento semplificato di autorizzazione paesaggistica per gli interventi di lieve entità). Ovvero la disposizione relativa all’installazione di pannelli solari, termici e fotovoltaici fino ad una superficie di 25 mq. Vediamo nei particolari.

Il D.M. 19/05/2015 aveva escluso la necessità di richiedere l’autorizzazione paesaggistica per l’installazione del fotovoltaico, con potenza inferiore ai 20 kW, integrato anche in aree o su edifici vincolati. Tuttavia, il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ha dichiarato inapplicabile la previsione.

Chiarimenti Mibact
Con riferimento al Parere dell’Ufficio Legislativo, protocollo n. 7716 in data 15/03/2016, il Mibact chiarisce che il D.M. 19/05/2015 non è una fonte normativa idonea a derogare alle disposizioni del D.Leg.vo 42/2004, pertanto non è possibile applicare la disposizione citata all’art. 4, comma 3, dello stesso decreto.

La disposizione da applicare in caso di installazione del piccolo fotovoltaico è quella del Dpr 139/2010 (Regolamento recante procedimento semplificato di autorizzazione paesaggistica per gli interventi di lieve entità). Ovvero la disposizione relativa all’installazione di pannelli solari, termici e fotovoltaici fino ad una superficie di 25 mq, tranne che per gli interventi da realizzare nelle zone “A” di cui al D.M. 1444/1968 e nelle aree vincolate come previsto dell’art. 136, comma 1, lettere b) e c), del decreto legislativo 42/2004.

Una nota del Mibact precisa anche che, nel caso di immobili vincolati “allorquando tali impianti ricadano in aree o su immobili sottoposti a vincoli ed eccedano i limiti ivi menzionati – prevede in realtà non già una “liberalizzazione”, bensì l’assoggettamento a procedura di autorizzazione paesaggistica “ordinaria”, poiché l’esclusione di tali vincoli dalla semplificazione del procedimento di autorizzazione paesaggistica conduce non certo all’esclusione di ogni forma di tutela, ma al rafforzamento della stessa mediante per l’appunto l’esclusione dalla semplificazione e la previsione del regime autorizzatorio ordinario”.

Fonte: homerating.it

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