Bonus per rimozione amianto: chi può fruirne

Bonus per rimozione amianto operativo con decreto 15 giugno 2016: può essere utilizzato solo in compensazione con il modello F24 dai titolari di reddito d’impresa.
Bonus per rimozione amianto operativo con il decreto 15 giugno 2016 del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 17 ottobre 2016. L’agevolazione è prevista dall’articolo 56 della legge 221/2015: “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali”.

Chi può fruirne
Possono fruire del bonus per rimozione amianto i titolari di reddito d’impresa solo in compensazione con il modello F24: è frazionato in tre quote annuali di pari importo, la prima delle quali è fruibile dal 1° gennaio 2017.

Le regole per fruire dell’agevolazione
Il Dm ha stabilito le regole per fruire del bonus per rimozione amianto, definendone gli ambiti d’applicazione, gli interventi ammissibili, le modalità e le condizioni di accesso, le cause di revoca e recupero del beneficio, i ruoli svolti dal ministero dell’Ambiente e dall’Agenzia delle Entrate.

Chi può fruire del credito d’imposta
Possono fruire del credito d’imposta tutti i titolari di reddito d’impresa che hanno effettuato lavori per lo smaltimento e la rimozione dell’amianto su immobili, coperture o altri manufatti riguardanti le strutture produttive, nel periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2016, qualunque sia la natura giuridica, dimensione dell’azienda e il regime contabile adottato dal richiedente.

Rientrano nell’agevolazione anche i costi sostenuti per eventuali consulenze professionali e perizie tecniche, fino al 10% della spesa complessiva e fino a un tetto massimo di 10mila euro per ogni singola bonifica.

Nello specifico, il credito d’imposta è riconosciuto per lo smaltimento e rimozione di:
• lastre di amianto piane o ondulate, coperture in eternit;
• tubi, canalizzazioni e contenitori per il trasporto e lo stoccaggio di fluidi, a uso civile e industriale in amianto;
• sistemi di coibentazione industriale in amianto.

Quantificare il credito d’imposta
Il credito d’imposta è pari al 50% della spesa sostenuta per ogni intervento effettuato nel 2016 per rimozione dell’amianto su beni e strutture produttive situate nel territorio dello Stato. Comunque, nei limiti degli aiuti previsti dalla legislazione comunitaria. Il bonus non è cumulabile ed è alternativo ad altri contributi ricevuti per gli stessi progetti.

Sono previsti limiti minimo e massimo di spesa. In particolare, ogni singolo intervento non deve costare meno di 20mila euro e non può superare l’ammontare di 400mila euro per ogni impresa, sommando, i costi di tutti i progetti. Inoltre, l’azienda deve esibire l’attestazione redatta da un professionista, dalla quale risulti l’effettivo importo della spesa.

Come e quando presentare la domanda
La domanda per il riconoscimento dell’agevolazione può essere inviata attraverso la piattaforma informatica accessibile dal sito dal Ministero dell’Ambiente, dal trentesimo giorno successivo alla pubblicazione del decreto, dal 16 novembre 2016 e fino al 31 marzo 2017. Esclusivamente per via telematica.

La domanda, sottoscritta dal legale rappresentante dell’impresa, deve contenere tutte le informazioni necessarie per la verifica del diritto al bonus e del rispetto dei criteri necessari per il riconoscimento del beneficio.

Sono necessari, naturalmente, tutti i documenti che identifichino il tipo di bonifica effettuata su ogni struttura e la comunicazione con la quale la Asl attesta la conclusione dei lavori e l’avvenuto smaltimento dei materiali tossici in una discarica autorizzata. In caso di amianto friabile in ambienti confinati, anche la certificazione di restituibilità degli ambienti sanati.

Il Ministero dell’Ambiente comunica all’azienda il riconoscimento o il diniego dell’agevolazione entro novanta giorni dalla presentazione della domanda, rispettando l’ordine d’arrivo delle domande e fino all’esaurimento dei fondi stanziati allo scopo. Naturalmente, dopo aver verificato i requisiti richiesti. Tuttavia, il Ministero trasmette all’Agenzia delle Entrate l’elenco dei beneficiari e l’ammontare del credito a ognuna riconosciuto prima di dare il via libera alle imprese.

Credito d’imposta in tre quote annuali
Il credito d’imposta riconosciuto (che peraltro non rileva ai fini Ires e Irap) può essere utilizzato in compensazione mediante il modello F24, esclusivamente mediante i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Entratel e Fisconline).
La somma va ripartita in tre quote annuali di pari importo e va indicata nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta di riconoscimento del credito e nelle successive, fino alla conclusione dell’utilizzo. La prima tranche può essere portata in compensazione dal 1° gennaio 2017.

Revoca e recupero
L’Agenzia delle Entrate comunica al Ministero dell’Ambiente le aziende che hanno fruito del contributo, segnalando eventuali utilizzi non dovuti, riscontrati in fase di controllo.
In questo caso, il credito può essere revocato per insussistenza dei requisiti, presentazione di documenti non veritieri, falsità delle dichiarazioni. In ogni casi di non spettanza, il Ministero dell’Ambiente recupera le somme, maggiorate di interessi e sanzioni.

 

Fonte: homerating.it

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...