Impianti fotovoltaici tra vantaggi e convenienza

Impianti fotovoltaici tra vantaggi e convenienza: vantaggi meno evidenti di quando il settore veniva trainato dagli incentivi del Conto energia e sempre meno scontati.

Impianti fotovoltaici tra vantaggi e convenienza: i vantaggi in ambito residenziale continuano a farsi sentire, tra benefici fiscali, ridimensionamento dei prezzi e risparmio energetico, ma sono meno evidenti di quando lo fossero al tempo degli incentivi del Conto energia e sempre meno “scontati”, perché la convenienza della scelta fotovoltaica dipende soprattutto dalle abitudini di consumo delle famiglie, ma anche dalla riforma delle tariffe elettriche in ambito domestico, entrata in vigore da gennaio 2016, con grande preoccupazione degli operatori.

In quanto tempo si ammortizza l’investimento negli impianti fotovoltaici
Secondo i calcoli degli esperti del Politecnico milanese, sulla base delle abitudini di una famiglia tipo con un consumo complessivo di 4mila kWh annui, se s’installa ex novo il fotovoltaico o se l’unità abitativa dispone già di un impianto, per un investimento effettuato nel 2016, i “soli” pannelli da 3 kW (costo 7mila euro) si potrebbero ammortizzare in circa 12 anni, calcolando il taglio ai consumi, il meccanismo di scambio sul posto e la detrazione fiscale (il bonus del 50% in vigore fino a fine anno e che probabilmente sarà prorogato). Dopo questo periodo, quindi, la famiglia comincerebbe a guadagnare dal sistema.

Se invece l’impianto è composto da fotovoltaico e batterie, i tempi sarebbero ancora più lunghi, rispettivamente a 15 e 16 anni, in base alla taglia di storage prevista (4 o 6 kWh, con costi medi di 3.500 o 5mila euro). Comunque, nel calcolo della convenienza è incluso il rimpiazzo dello storage all’undicesimo anno, ovvero a fine vita. Ma va considerato anche l’effetto della riforma della struttura tariffaria, che sarà applicata a pieno dal 2018.

Il consumo medio giornaliero della famiglia è di circa 11 kWh, il 30% del quale viene coperto normalmente in autoconsumo dal fotovoltaico. In base al tipo di batteria (da 4 o 6 kWh), questo valore può raggiungere il 60-70 o 80-90 per cento. L’autoconsumo è il principale obiettivo di chi decide di installare i pannelli sul tetto e che dovrebbe essere sinonimo di risparmio non soltanto energetico, ma anche economico.

Così Davide Chiaroni, vicedirettore Energy Strategy Group: “Dalle proiezioni risulta che se lo stesso nucleo familiare effettuasse l’investimento proprio nel 2018, considerando anche l’effetto di calo del prezzo dell’energia, per il “solo” fotovoltaico la fase di guadagno si sposterebbe oltre i 16 anni, mentre il sistema con accumulo praticamente non vedrebbe pay-back, nel senso che i tempi di rientro dell’investimento supererebbero i 21 anni, avvicinandosi a quelli della vita utile dell’intero impianto”.

“Il cambio di tariffa fissa l’asticella per i produttori di batterie: se fanno calare i costi del 30-35%, restano in gioco. Le previsioni di riduzione parlano di un -50% al 2020, ma bisognerà misurare sul campo – dice ancora Chiaroni – Come emerge dai nostri calcoli, chi già dispone dei pannelli e vuole aggiungere lo storage trova oggi in Italia una certa “barriera” alla redditività”.
«La nuova tariffa elettrica comporta il superamento dell’attuale struttura progressiva rispetto ai consumi, premiando gli utenti residenziali che usano più energia elettrica e che, senza far nulla, assisteranno in pratica a un risparmio in bolletta. Dunque nel caso del fotovoltaico, e in modo palese quando si aggiunge lo storage, è vero che aumenta l’autoconsumo energetico – spiega Chiaroni – ma al contempo se ne riduce il beneficio in termini economici. In un incrocio nel quale perde anche d’incidenza il fatto di trovarsi o meno in una determinata zona climatica”.

Secondo il recente Rapporto statistico del Gse, gli impianti fotovoltaici (con 18.892 MW complessivi a fine 2015) hanno visto l’anno scorso nuove installazioni per 298 MW, pari a circa 40mila, quasi tutti aderenti allo scambio sul posto. Si è avuto un calo è del 23% rispetto al 2014, che s’inserisce in un trend di discesa che ha riportato i livelli delle nuove installazioni a quelli del 2008. Con la fine degli incentivi si è spento l’entusiasmo per gli impianti fotovoltaici, mentre il peso “relativo” delle taglie residenziali e commerciali è cresciuto a discapito dei grandi impianti, anche perché si sono ridotti i numeri assoluti.

NOTA
“La tecnologia in esame è quella a ioni di litio, più cara di circa il 30% rispetto al piombo-acido, ma meno ingombrante e soprattutto con una maggiore capacità di carica e una vita utile più lunga. Gli accumuli al litio, impiegati tra l’altro da Tesla e Nissan, in termini di resa e prezzo relativo costituiscono oggi la soluzione più affidabile e interessante”.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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