Usufruire due volte del bonus prima casa: la sentenza della Cassazione

E’ possibile usufruire due volte del bonus prima casa è possibile? Risponde una sentenza della Cassazione
Le agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa sono molto gradite ed utilizzate dagli italiani, considerando che avere un tetto sulla testa è una delle priorità di tutte le famiglie. Il bonus consente un risparmio notevole, per fare un esempio, per un immobile del valore di 300mila euro si può risparmiare fino a 54mila euro dall’impresa di costruzioni e fino a 21mila euro dal privato.

Il quesito interessante è sapere se si può usufruire due volte del bonus fiscale prima casa. A spiegarlo è il portale La legge per tutti, che fa l’esempio di chi acquista la seconda casa perché lavora in due Comuni diversi o anche nel caso dell’acquisto di una casa vacanza.

La questione è stata di recente risolta da una sentenza della Corte di Cassazione che recita che se il contribuente è già proprietario di una casa, non può effettuare un altro acquisto ricorrendo nuovamente alle agevolazioni fiscali prima casa, nemmeno se dimostra che l’abitazione di proprietà è “inidonea” alle sue esigenze abitative. Se si vuole usufruire una seconda volta del bonus prima casa è necessario vendere quella precedente ricordando che la vendita non può avvenire prima di cinque anni dall’acquisto.

La nuova sentenza capovolge completamente la precedente, dandone un’interpretazione decisamente diversa. La Legge di Stabilità 2016 ha introdotto la possibilità per il contribuente di usufruire una seconda volta delle agevolazioni fiscali prima casa nel caso in cui venda il primo immobile entro un anno dal secondo acquisto. In caso contrario, la legge prevede la perdita delle agevolazioni.

Succede però che nel 2009 la Corte di Cassazione aveva stabilito la possibilità di ricorrere nuovamente al bonus nel caso in cui il primo immobile si fosse rivelato inidoneo ai bisogni abitavi del proprietario.

Tutto cambia però con la sentenza 14740 del 13 luglio che ribalta la sua precedente decisione. Secondo la Corte di Cassazione, infatti, consentire di avere un secondo bonus in virtù di una mancata “idoneità” aprirebbe le porte a una valutazione talmente discrezionale da non essere gestibile.

Considerando, ad esempio, che la stessa abitazione può essere inadatta per una famiglia ma accontentare le necessità di un’altra. Per abitazione non idonea si può intendere una casa inadatta per le condizioni di salute di una persona e perfettamente idonea invece per un’altra.

Fonte: homerating.it

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