Tari per l’immobile ad uso promiscuo: più alta rispetto all’abitazione

Più cara la Tari per l’immobile ad uso promiscuo, ogni singolo Comune può applicare una tariffa superiore per la tassa sui rifiuti se l’abitazione viene utilizzata anche come studio professionale

Per questioni economiche o di comodità, si può decidere di adibire una stanza della propria abitazione a studio per esercitare la propria professione, avvocato o commercialista che sia. Si risparmia sull’affitto di uno studio, è vero, ma bisogna sapere che si dovrà pagare una Tari superiore, l’imposta sui rifiuti, come se fosse un normale esercizio commerciale.

Come riporta La legge per tutti, a stabilire la leggitimità della maggior tassazione è stata una recente ordinanza della Corte di Cassazione. Le motivazione sono che la legge italiana lascia ampio spazio alla disciplina locale, ogni singolo Comune ha la necessaria autorità ad equiparare gli studi professionali alle attività commerciali, anche quando i primi siano allestiti all’interno di un appartamento adibito a “civile abitazione”.

In tema di tassa sui rifiuti, lo studio professionale è tenuto a versare il contributo al pari di un negozio, la disciplina sulla Tarsu, applicabile anche all’attuale Tari, ossia l’imposta sui rifiuti, stabilisce che “nelle unità immobiliari adibite a civile abitazione, in cui sia svolta un’attività economica o professionale, può essere stabilito dal regolamento che la tassa è dovuta in base alla tariffa prevista per la specifica attività ed è commisurata alla superficie a tal fine utilizzata”.

In altre parole, la norma concede ai singoli enti impositori la possibilità discrezionale di stabilire una apposita tariffa per le attività professionali ed economiche, escludendo l’applicazione della tariffa abitativa ordinaria nel caso in cui l’abitazione venisse utilizzata per svolgere un’attività professionale.

Il caso preso in esame dalla Corte di Cassazione riguarda il Comune di Bari, dunque, sarà bene che il contribuente verifichi attentamente quello che dice il proprio regolamento comunale e come questo classifica l’attività professionale eventualmente svolta in un immobile ad uso promiscuo, vale a dire, per una parte abitazione e per l’altra studio nel quale svolgere la propria attività.

Fonte: homerating.it

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