Appartamento cointestato e voto in assemblea: cosa dice la Cassazione

Cosa sancisce la Cassazione per un appartamento contestato e voto in assemblea condominiale, la decisione del rappresentante comune vincola tutti i proprietari

Quando un appartamento è cointestato fra più persone, sorge il problema del rappresentante delegato ad intervenire in assemblea condominiale che deve dare il voto a nome di tutti. E’ il caso di un’abitazione magari ereditata che non è mai stata divisa fra gli eredi, dunque, resta un bene comune.

Poniamo il caso che l’assemblea condominiale venga convocata per prendere decisioni molto importanti che riguardano il condominio, tutti i comproprietari avrebbero diritto a partecipare, ma l’amministratore decide che solo uno fra loro deve intervenire e decidere per tutti. La domanda lecita è chi dovrà andare in assemblea e decidere anche per gli altri comproprietari.

Lo spiega La legge per tutti che riporta una recente sentenza della Cassazione, che chiarisce quale criterio si deve seguire anche nei casi in cui la delibera condominiale debba essere approvata all’unanimità.

Il Codice Civile stabilisce che per gli appartamenti in condominio che siano intestati a più persone, solo il rappresentante ha diritto ad intervenire in assemblea, e dovrà essere designato dai comproprietari interessati a maggioranza. In pratica, ogni volta che sarà convocata un’assemplea condominiale, i comproprietari dovranno decidere chi parteciperà alla riunione per rappresentarli. Inoltre, il voto espresso dal rappresentante in assemblea vincola tutti gli altri proprietari dell’immobile, anche quelli contrari alla sua nomina.

Per districare le discordanze fra comproprietari, il Codice Civile stabilisce che, per una determinata votazione in assemblea, è necessaria l’unanimità dei consensi, ossia il voto favorevole di tutti i proprietari dell’appartamento per decisioni che comportino, ad esempio, la variazione dei criteri di calcolo delle spese condominiali non secondo millesimi. Come ci si regola nel caso di appartamento in comproprietà? Dovrà esserci il voto di tutti o va preso in considerazione solo il voto “unico” espresso dal loro rappresentante? La Cassazione propende per questa seconda tesi.

Questo significa che il comproprietario dissenziente sulla nomina del rappresentante, non può impugnare la delibera dell’assemblea di condominio sostenendo che non si sarebbe formata l’unanimità. A nulla servirà protestare poiché il voto è stato espresso dal rappresentante comune anche se manca l’unanimità dei contitolari.

Fonte: homerating.it

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