Ipotecare la casa per cartelle non pagate: cosa dice la legge

L’Agenzie delle Entrate può ipotecare la casa per cartelle non pagate, ma ci sono delle condizioni da rispettare, quando si rischia il pignoramento

Non pagando le cartelle esattoriali scadute, si corre il rischio che l’Agenzia delle Entrate Riscossione, per recuperare le somme dovute dal contribuente, proceda all’iscrizione di una ipoteca sulla casa di proprietà. Tuttavia, ci sono alcune condizioni da rispettare prima di procedere con ipoteca e pignoramento, sancite da alcune sentenze emesse dalla Corte di Cassazione.

A spiegare come funzionano le cose è La legge per tutti, che sottolinea come e quando dall’ipoteca si può passare al pignoramento. Intanto, bisogna precisare che esiste una differenza fra ipoteca e pignoramento. Non sempre la prima comporta la seconda. L’ipoteca è solo una garanzia del creditore per evitare che il debitore venda o doni la casa per evitare il pignoramento

Una volta iscritta l’ipoteca nei pubblici registri, anche se l’immobile viene venduto, il creditore lo può ugualmente pignorare. In presenza di più creditori, prevale chi per primo ha iscritto l’ipoteca. Il pignoramento è invece la procedura, coordinata dal giudice del tribunale, volta a vendere l’immobile tramite offerte di privati.

Inoltre, si può iscrivere ipoteca solo se il debito per cartelle scadute ha raggiunto almeno 20mila euro, per debiti inferiori, l’Agente della Riscossione non può mettere ipoteche sugli immobili.

La prima casa non può essere pignorata, salvo che il debito raggiunga almeno 20mila euro. L’ipoteca sulla casa non vieta di venderla, ma l’acquirente deve sapere dell’ipoteca poiché, se il venditore non provvederà al versamento delle somme dovute, l’Agenzia della Riscossione può avviare il pignoramento nei confronti dell’acquirente anche se non è lui il debitore.

Ci sono dei termini minimi e massimi per iscrivere l’ipoteca sulla casa. Intanto, non può mai essere iscritta prima di 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento. Per quanto riguarda il termine massimo, secondo una recente sentenza della Cassazione, se la cartella è stata notificata da oltre un anno, prima dell’ipoteca deve essere notificata una ‘intimazione di pagamento’, pena l’annullamento dell’ipoteca.

Trascorsi 180 giorni, è necessario notificarne una successiva e così via. La legge stabilisce che nessun pignoramento può essere avviato dopo un anno dalla notifica della cartella di pagamento, salvo che arrivi la notifica dell’intimazione di pagamento. La Suprema Corte ha esteso questo principio anche all’ipoteca, dunque, dopo un anno dalla notifica della cartella non si può subire l’ipoteca.

Inoltre, il contribuente dovrà essere avvertito con 30 giorni di anticipo dell’iscrizione dell’ipoteca per dargli il tempo di pagare, contestare o chiedere una eventuale rateazione che blocca l’iscrizione dell’ipoteca.

L’ipoteca perde efficacia se il contribuente paga la cartella; se il giudice annulla l’iscrizione; in caso di annullamento (in autotutela o ad opera del giudice) della cartella o dell’avviso di accertamento.

L’ipoteca si estingue: con la cancellazione dell’iscrizione; con la mancata rinnovazione dell’iscrizione entro 20 anni; con l’estinguersi dell’obbligazione; con la rinuncia del creditore; allo scadere del termine a cui l’ipoteca è stata limitata; con il trasferimento all’acquirente del diritto espropriato e ordina la cancellazione delle ipoteche.

Per quanto riguarda l’avvio del pignoramente della casa dopo l’ipoteca, va precisato che l’Agenzia delle Entrate Riscossione non può avviare nulla se non sono decorsi almeno 6 mesi dall’iscrizione dell’ipoteca sulla casa. In caso di richiesta di rateazione, l’ipoteca non viene cancellata ma blocca il pignoramento. Non è prevista una successiva comunicazione, neppure dell’avvenuta iscrizione ipotecaria. La giurisprudenza ritiene nulla l’ipoteca iscritta in assenza di preventiva comunicazione al contribuente.

Per avviare il pignoramento è necessario che il debito sia almeno pari a 120mila euro, sotto questa soglia e fino a 20mila euro è possibile, per cifre inferiori non è possibile neanche l’ipoteca.

Inoltre, per ipotecare la casa, la somma del valore di tutti gli immobili del debitore deve essere superiore a 120mila euro. Non è possibile avviare il pignoramento se il contribuente ha un solo immobile di proprietà: se è accatastato a civile abitazione; non nelle categorie degli immobili di lusso ossia A/8 e A/9; luogo di residenza del contribuente. Se l’unico immobile non ha una delle predette condizioni è pignorabile.

Fonte: homerating.it

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