Cosa comporta ereditare una casa: breve guida sugli adempimenti

Una breve guida su cosa comporta ereditare una casa, la dichiarazione di successione, gli obbligi fiscali, l’esenzione dei tributi comunali

Quando si eredita un immobile, ci sono alcuni aspetti burocratici da regolarizzare e non sempre sono così semplici. Che si tratti di terreni, case o appartamenti le varie incombenze spesso si affidano a professionisti. Per non dimenticare nulla, La legge per tutti ha stilato una utilissima guida sugli obblighi e adempimenti degli eredi.

Innanzitutto, se nel patrimonio del defunto è presente un immobile, è necessario effettuare la dichiarazione di successione entro un anno dal decesso. Il passaggio di proprietà andrà poi trascritto nei pubblici registri immobiliari. Inoltre, entro 30 giorni dalla presentazione dalla successione, è obbligatorio richiedere la voltura catastale degli immobili ereditati.

L’Agenzia delle Entrate richiede, ai soli fini fiscali, la trascrizione nei registri immobiliari del certificato di successione da esso predisposto sulla base della dichiarazione, entro 60 giorni dalla presentazione. Si dovranno pagare le imposte ipotecaria e catastale. Se l’intero valore della successione è inferiore a 1milione di euro non si pagano imposte sulla successione.

In caso di coeredi, è possibile che uno di loro voglia vendere la propria quota degli immobili ma dovrà notificare agli altri coeredi la proposta di vendita con l’indicazione del prezzo. Il diritto di prelazione consente ai coeredi, entro due mesi dalla notifica, di acquistare prima di terzi interessati. In assenza di notifica, gli altri coeredi hanno il diritto di riscattare la quota del terzo finché dura lo stato di comunione e comunque entro i 10 anni dall’apertura della successione.

Il coniuge del defunto ha diritto di continuare a vivere nell’immobile vita natural durante e gli altri coeredi non potranno mandarlo via. Il regime patrimoniale prescelto dalla coppia influisce sulla quota del bene che va in successione. Questo significa che se la coppia era sposata in regime di comunione, nell’eredità entra solo il 50 per cento dell’immobile, l’altro 50 per cento resta di proprietà esclusiva del coniuge superstite; in caso di separazione dei beni, la successione coinvolge il 100 per cento della proprietà del bene.

Se l’appartamento ereditato era stato dato in affitto, l’inquilino ha il diritto di rimanere fino alla naturale scadenza. Inoltre, il trasferimento del contratto di locazione non comporta alcun adempimento fiscale. L’imposta sul reddito da locazione, però, sarà a carico dell’erede che può scegliere il regime fiscale entro 30 giorni dal decesso. Non è necessario presentare il modello Rli, il subentro rileverà poi alla successiva scadenza del contratto, nel caso di nuova stipula del contratto di affitto. L’erede quindi potrà continuare a riscuotere il canone, indicando in dichiarazione il reddito percepito. Dovrà invece pagare a proprio nome l’eventuale imposta di registro, se non versata in anticipo.

E’ importante sapere che se viene a mancare l’intestatario dell’affitto e in casa con lui vi erano familiari o conviventi, questi hanno diritto a proseguire il contratto di affitto a proprio nome. In caso contrario, il contratto di locazione si scioglie automaticamente al momento del decesso.

Molta attenzione deve prestare l’erede che ha degli insoluti con l’Agenzia Entrate Riscossione poiché, nel momento in cui si diventa proprietari di un immobile a titolo di successione, la sua precedente casa cessa di essere prima casa. In caso di debiti per cartelle esattoriali superiore a 120mila euro, si rischia il pignoramento di entrambi i beni.

E’ possibile chiedere l’esenzione dal pagamento della tassa rifiuti (Tari) sull’immobile ereditato. La richiesta di cessazione per decesso del titolare deve essere presentata entro il 30 giugno dell’anno successivo al decesso stesso, ma è valida solo se la casa è sgombra e con utenze staccate. Le annualità precedenti restano comunque dovute.

Per quanto riguarda Imu e Tasi, invece, le variazioni non devono essere presentate per gli immobili inclusi nella dichiarazione di successione (sono gli stessi uffici delle Entrate a trasmetterne copia al Comune competente). Se il defunto aveva fatto ristrutturare casa e stava beneficiando della detrazione del 50 per cento sulle spese per i lavori, la detrazione non fruita si trasferisce per il residuo agli eredi.

Fonte: homerating.it

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