Trascrizione del regolamento condominiale: quando è necessario farlo

A cosa serve la trascrizione del regolamento condominiale nei pubblici Registri Immobiliari, quando è necessaria, quali sono i vantaggi per chi acquista

Il regolamento di condominio deve essere trascritto nei Registri Immobiliari dell’Ufficio del territorio presso l’Agenzia delle Entrate, e rappresenta uno strumento necessario per chi decide di acquistare casa in un condominio e che vuole conoscere tutto quel che c’è da sapere prima dell’acquisto, dai passaggi di proprietà ai pignoramenti, dalle cause in corso alle ipoteche, dai sequestri ai eventuali limiti di utilizzo.

A meno che non si tratti di una soluzione indipendente, si sceglie di vivere in condominio con le sue regole da rispettare, in particolare, l’utilizzo delle parti comuni dell’edificio. Non è poi così raro che il regolamento imponga, ad esempio, il colore delle tende da sole da installare piuttosto che svolgere attività commerciali rumorose o l’esposizione di vasi da fiore alla finestra o limita l’affitto del’immobile ad una determenita categoria di persone. In questi casi, però, il limite all’uso della proprietà individuale deve essere approvato all’unanimità dall’assemblea condominiale.

Se il regolamento è tato approvato all’atto dell’acquisto della casa dal costruttore, non sorgeranno problemi ma, potrebbero subentrare con l’arrivo di un successivo acquirente che non conosce i limiti imposti dal regolamento.

Per evitare qualsiasi controversia, dunque, è meglio provvedere alla trascrizione del regolamento di condominio, in questo modo, il nuovo acquirente conoscerà gli eventuali limiti prima di firmare l’atto di vendita. Come riportato da La legge per tutti, l’omessa trascrizione non ha alcuna influenza sul regolamento che resta valido, secondo una sentenza della Cassazione, l’unica conseguenza potrebbe essere l’impossibilità di opporre ai successivi acquirenti delle singole unità immobiliari comprese nell’edificio le eventuali clausole limitative contenute nel regolamento dei diritti esclusivi. Quindi questo non vuol dire che tutto il regolamento è inopponibile ai successivi condomini, ma solo quelle parti che pongono dei divieti all’uso dell’appartamento privato. L’alternativa alla trascrizione, dicono altri giudici, è allegare il regolamento di condominio all’atto di vendita.

In ogni caso, se si procede alla trascrizione del regolamento di condominio, è necessario indicare le specifiche clausole che limitano i diritti dei condomini, indicando il loro contenuto essenziale. La nota di trascrizione deve cioè consentire di accertare con sicurezza a favore e a carico di chi la trascrizione debba conseguire i suoi effetti, e quale sia il mutamento giuridico che l’atto trascritto produce in relazione ai beni ai quali si riferisce.

Fonte: homerating.it

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