Acquisto di una casa con l’arredamento: si diventa proprietari anche dei mobili?

In caso di acquisto di una casa con l’arredamento lasciato dal venditore, si diventa proprietari di mobili e utensili lasciati nell’appartamento? Cosa dice la legge

Quando si acquista un appartamento, può succedere che il vecchio proprietario decida di portare con sé solo una parte dell’arredamento. Un accordo verbale fra le parti prevede di lasciare i mobili che non interessano, fra cui, ad esempio,
un condizionatore dell’aria, i termosifoni, una cucina e alcuni mobili.

Al momento del rogito, però, il venditore chiede un’ulteriore somma non prevista, sostenendo che gli arredi lasciati non facevano parte del prezzo concordato.

La domanda è se la pretesa è legittima considerando che il contratto preliminare deve intendersi onnicomprensivo dell’immobile nello stato di fatto in cui viene lasciato dal proprietario, con tutti i mobili e gli oggetti in esso contenuti.

La risposta arriva da La legge per tutti. Per quanto non ci sia alcuna legge in merito, alcune sentenze possono anticipare quella che potrebbe essere la soluzione adottabile dal giudice.

Si tratta di pertinenze, un termine che indica tutte quelle cose mobili e/o immobili che sono subordinate al servizio (in termini di utilità) o all’ornamento (in termini estetici) di un’altra cosa principale. Anche se i beni che compongono le pertinenze sono, singolarmente considerati, autonomi e separabili dalla cosa principale, essi si pongono con essa in un rapporto di complementarità funzionale.

In definitiva, gli oggetti rimangono distinti, ciascuno con propria denominazione e funzione, ma il bene principale e le pertinenze diventano un tutt’uno dal punto di vista economico perché corrisponde a un interesse nuovo e diverso, al quale si può attribuire un maggiore valore economico.

In altre parole, l’arredo e i termosifoni di una casa costituiscono una pertinenza della casa stessa al pari di garage, box auto, cancello, citofono e via dicendo.

Una sentenza del Giudice di Pace di Firenze ha sancito che i mobili lasciati all’interno dell’appartamento da parte del venditore si considerano pertinenze e, dunque, ricomprese nel prezzo di vendita pattuito inizialmente. Chiaramente le parti possono accordarsi in modo differente e, con un apposito patto contenuto nello stesso atto di vendita, stabilire un sovrapprezzo per le pertinenze.

Il venditore ha il diritto di chiedere una somma aggiuntiva per gli arredi e i termosifoni lasciati all’interno dell’immobile, ma tutto deve essere previsto nel contratto di vendita, se nulla esiste per iscritto, si deve intendere che la somma pattuita nel compromesso o nel rogito è da intendersi onnicomprensivo di tutti i mobili presenti.

Fonte: homerating.it

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