Quali sono i diritti dell’inquilino: tutte le regole da rispettare

Quali sono i diritti dell’inquilino, il contratto di locazione impegna entrambe le parti a rispettare le regole

Il contratto di locazione può essere stipulato sia per un immobile ad uso abitativo, sia ad uso commerciale, ad esempio, un magazzino, un negozio o un deposito. Qualunque sia l’uso, sia l’inquilino che il proprietario hanno delle regole da rispettare. Ma quali sono i diritti dell’inquilino?

A spiegarlo è La legge per tutti. Quando si stipula un contratto di locazione, sia il proprietario, sia il locatore, si impegnano per un determinato periodo di tempo, stabilito dal contratto, dietro il versamento del canone di locazione.

Il locatore metterà a disposizione l’immobile incassando un canone mensile, l’inquilino godrà del bene nel limite stabilito dal contratto. L’inquilino ha diritto di ricevere il bene in buono stato di manutenzione che deve essere verificato prima della stipula del contratto. Il locatore deve pertanto assicurarsi che gli impianti siano perfettamente funzionanti e a norma, che gli infissi siano efficienti e, se si tratta di un immobile arredato, tutto deve essere utilizzabile al meglio. In fase preliminare, inoltre, deve essere redatto un inventario che descrive in maniera dettagliata quanto dato in dotazione.

Il locatore deve provvedere ad effettuare tutte le riparazioni derivanti ad esempio dall’usura del tempo, la piccola manutenzione resta a carico dell’inquilino. Se al momento della consegna l’abitazione presenta dei vizi che ne riducono l’utilizzo, l’inquilino può richiedere la risoluzione del contratto o, in alternativa, la riduzione del canone stabilito, a meno che si tratti di vizi di cui non avrebbe potuto essere al corrente.

Secondo la Cassazione, i vizi sono i difetti dell’immobile che non consentono di godere e utilizzare il bene come stabilito dal contratto. Il locatore non dovrà effettuare sull’immobile innovazioni che riducano il godimento dello stesso. Nell’eventualità che vi siano riparazioni urgenti, che riducano il godimento, l’inquilino è tenuto a tollerarle se non è possibile rinviarle alla scadenza del contratto di locazione, anche se ciò comporterebbe la privazione del godimento di una parte della cosa locata. Se le riparazioni superano di un sesto la durata del contratto, o comunque il periodo di tempo di venti giorni, l’affittuario ha diritto ad una riduzione del canone proporzionata all’intera durata delle riparazioni e all’entità del mancato godimento.

Infine, l’inquilino può recedere dal contratto di locazione in presenza di gravi e certificati motivi, con preavviso di almeno sei mesi, mediante comunicazione inviata a mezzo lettera raccomandata.

Fonte: homerating.it

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