Vicini di casa molto rumorosi: come dimostrarlo e quando diventa reato

I vicini di casa molto rumorosi si possono contestare, come si può agire, quando scatta il reato di disturbo della quiete pubblica

Dopo una lunga giornata di lavoro, tornare a casa e ritrovare un ambiente amico e tranquillo non sempre è possibile se si vive in un condominio nel quale capita di avere un vicino particolarmente rumoroso che poca attenzione presta a chiudere la porta con cautela, evitando di sbatterla, ad esempio, o ha la cattiva abitudine di portare il televisore a volumi altissimi a qualsiasi ora del giorno e della notte.

Per agire, anche legalmente, però, è necessario dimostrare che i rumori che provengono dal vicino siano realmente molesti. Al riguardo, come spiega La legge per tutti, è intervenuta una recente sentenza della Cassazione che ha chiarito come si può procedere se le molestie configurano un reato ed, eventualmente, chiedere un risarcimento se si è nell’ambito dell’illecito civile.

Il rumore è fastidioso ed è vietato ma esistono delle soglie oltre le quali si può ipotizzare un reato. Il Codice Civile stabilisce che i rumori sono consentiti se non superano la normale tollerabilità che, comunque, è soggettiva, ma che fa riferimento all’orario in cui viene prodotto il rumore; la persistenza; la collocazione geografica dell’abitazione, in centro città il rumore si percepisce meno rispetto ad una zona residenziale o di campagna. Non rilevano, invece, le condizioni di salute dei vicini o l’età che sono elementi soggettivi. Fondamentale è il regolamento di condominio che potrebbe vietare di fare rumore entro determinate fasce orarie.

Quando il rumore supera la normale tollerabilità scatta subito l’illecito civile che dà la possibilità di ottenere una sentenza che vieta al vicino la prosecuzione dei rumori. Il giudice potrebbe anche ordinare di insonorizzare la casa da cui provengono i rumori. Si può anche arrivare a determinare un risarcimento da corrispondere alle vittime del rumore per ogni giorno, successivo alla sentenza, in cui il vicino continuerà a fare rumore non rispettando l’ordine del giudice.

Le lungaggini italiane sono ben note ma in questo caso si può fare un ricorso in via d’urgenza (ricorso ex articolo 700 del codice di procedura civile). È molto importante dimostrare non solo il rumore del vicino ma anche il danno subìto. Un orientamento più rigoroso della Cassazione ritiene che la prova del danno va ugualmente data e non è implicita al fatto stesso del rumore. Questo significa procurarsi certificati medici che attestino, ad esempio, un pregiudizio alla salute per via dello scarso sonno.

Il reato di disturbo della quiete pubblica scatta solo quando dà fastidio a un numero indeterminato di soggetti, quindi, non solo al vicino, ma a tutto il palazzo e/o al vicinato. Perché scatti il reato è indifferente quante persone si siano lamentate, essendo sufficiente che la denuncia sia sporta anche da una sola persona.

Fonte: homerating.it

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...