Condominio minimo di due proprietari: come si suddividono le spese

In un condominio minimo di due proprietari per effettuare qualsiasi lavoro è necessaria l’unanimità.

Siamo abituati a pensare ad un condominio composto da molti appartamenti. In realtà, anche una villetta bifamiliare con due diversi proprietari si può definire condominio, o meglio un condominio minimo. Come tale, ipotizzando che i millesimi di proprietà siano identici, le spese relative al tetto, alle fondamenta, ai muri in comune, agli impianti idrici, devono essere divise a metà. Ma cosa succede se, in caso di spese straordinarie, uno dei due condòmini non è d’accordo?

Per chiarire, si parla di condominio minimo quando ci sono solo due proprietari. Niente cambia tra villetta bifamiliare o immobile a due piani. Il limite per la definizione di minimo è di 8 condòmini, limite oltre il quale scatta l’obbligo di avere un amministratore. Seppur nel condominio minimo non ci sia necessità di nominare un amministratore, spiega La legge per tutti, le regole da applicare sono previste dal Codice Civile.

Nel caso di condominio minimo con due soli proprietari, essendo la maggioranza logicamente impossibile, per una determinata delibera è necessaria l’unanimità. Che succede se i due proprietari non trovano un accordo? La Cassazione suggerisce che l’unica soluzione è rivolgersi al giudice. Nel condominio formato da due partecipanti con diritti di comproprietà paritari sui beni comuni, le regole del codice sul funzionamento dell’assemblea si applicano se quest’ultima si costituisce regolarmente con la partecipazione di entrambi i condomini e deliberi validamente con decisione all’unanimità. Se non si raggiunge l’unanimità, è necessario adire l’autorità giudiziaria.

Più di recente la Cassazione ha ribadito che la mancanza dell’unanimità per la ripartizione delle spese relative alle parti comuni, rende necessario il ricorso al tribunale. Chi anticipa i costi pensando di ottenere automaticamente il rimborso della metà, deve mettere in conto che la possibilità di ottenerlo è dettata esclusivamente da un intervento d’urgenza. Si considera urgente non solo la spesa di manutenzione per evitare danno o pericolo, fino a quando l’amministratore o l’assemblea dei condòmini possano utilmente provvedere. Ciò vale anche per il condominio composto da due soli partecipanti, la cui assemblea si costituisce validamente con la presenza di tutti e due i condòmini e all’unanimità decida validamente.

Se non si raggiunge l’unanimità e non si decide, poiché la maggioranza non può formarsi in concreto, diventa necessario ricorrere all’autorità giudiziaria.

Fonte: homerating.it

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