Imu e Tasi e coniugi con residenze diverse: chi fra i due deve pagare

Un chiarimento su Imu e Tasi e coniugi con residenze anagrafiche diverse, cosa dice la legge e chi dei due dovrà pagare e dove

La classica famiglia, italiana e non solo, vuole che due persone sposate o unite civilmente, vivano sotto lo stesso tetto, lo dice la legge. Tuttavia, per motivi di lavoro o altro, può accadere che si sia costretti a vivere separati e, dunque, ad avere due differenti residenze anagrafiche.

Per una coppia esiste l’obbligo di coabitazione, un dovere imposto dal diritto di famiglia (articolo 143 del Codice Civile), la quale violazione comporta implicazioni. La residenza indica il luogo nel quale una persona abita di solito, ed assume rilevanza a fini fiscali.

Inoltre, l’obbligo di coabitazione impone ai coniugi o conviventi di salvaguardare l’unità familiare, fedeltà, assistenza morale e materiale e collaborazione. In caso di violazione, se ne pagheranno le conseguenze in caso di separazione per quanto riguarda gli alimenti e l’affidamento dei figli.

Avere due residenze anagrafiche diverse non significa venire meno all’unità familiare se si tratta di dover vivere separatamente per motivi di lavoro, la circostanza altro non è che una necessità per essere in grado di mantenere la propria famiglia. Pertanto, uno dei coniugi può chiedere all’anagrafe di spostare la propria residenza, e l’anagrafe provvederà a verificare che la persona abiti effettivamente nella casa indicata, senza dover accertare lo stato dei doveri matrimoniali della coppia.

L’unico problema che potrebbe sorgere è verificare quale delle due abitazioni dovrà essere considerata quella principale ai fini delle agevolazioni Imu e Tasi che, come noto, si pagano solo sulle seconde case.

Ai fini tributari, l’abitazione principale è il luogo in cui i coniugi hanno la residenza anagrafica e dimorano abitualmente. Se due coniugi hanno residenze diverse ma nello stesso comune, si considererà abitazione principale solo uno dei due immobili, mentre sull’altro andranno pagate regolarmente Imu e Tasi. Se i coniugi hanno due residenze in comuni diversi, è possibile che entrambe le case vengano riconosciute come abitazioni principali.

Fonte: homerating.it

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