Modificare la ripartizione delle spese di riscaldamento: cosa dice la legge

Come modificare la ripartizione delle spese di riscaldamento, la sentenza della Corte di Cassazione

La ripartizione delle spese condominiali relative al riscaldamento non trova quasi mai l’accordo fra i condomini, c’è chi si lamenta che siano troppo alte, altri che lo utilizzano ben poco perchè quasi sempre assenti; altri usufruiscono di un impianto autonomo.

In tutto questo, molti condomini chiedono di cambiare le regole sulla divisione degli oneri condominiali secondo millesimi. La questione è stata esaminata dalla Cassazione e riportata da La legge per tutti. In base al codice civile le spese condominiali devono essere divise tra i condomini in proporzione al valore della proprietà di ciascuno, vale a dire secondo i rispettivi millesimi, salvo diverso accordo.

Il regolamento indica i millesimi dei vari condomini ed il calcolo viene fatto in relazione ad una serie di indici che tengono conto dell’appartamento di proprietà. Esistono differenti tabelle che attribuiscono millesimi diversi a seconda della spesa da ripartire; così, ad esempio, a chi vive nei piani più alti sarà addebitato un maggiore costo, e quella per le spese di riscaldamento, che tiene conto della dimensione dell’immobile.

La sentenza della Cassazione ricorda che è possibile modificare le regole della ripartizione delle spese di riscaldamento. Inoltre, è stato chiarito che non serve l’unanimità per approvare o modificare le tabelle millesimali. È sufficiente la maggioranza qualificata. In pratica, per cambiare le regole sulla divisione delle spese condominiali, incluse quelle sul riscaldamento, è necessario che la decisione dell’assemblea venga approvata con:

  • il voto favorevole del 50 per cento +1 (ossia la maggioranza) dei condomini presenti alla riunione;
  • sempre a condizione che i suddetti condomini intervenuti in assemblea rappresentino almeno la metà del valore dell’edificio: essi cioè devono possedere almeno 500 millesimi in totale.

Per fare un esempio, se in assemblea si presentano 10 condomini che rappresentano 490 millesimi in totale e all’unanimità viene approvata la decisione di modificare le spese di condominio, la delibera non è valida perché manca il secondo requisito (quello della metà del valore dell’edificio).

Infine, la Cassazione ha specificato che se uno dei condomini, successivamente alla delibera che approva la modifica della ripartizione delle spese di riscaldamento, dovesse vendere il proprio immobile ad un terzo, affinchè quest’ultimo rispetti le modifiche, è necessario che il regolamento sia stato trascritto nei pubblici registri immobiliari, oppure, in alternativa, che sia allegato o semplicemente richiamato nell’atto notarile di compravendita dell’immobile.

Fonte homerating.it

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