Assemblea di condominio non convocata dall’amministratore: cosa succede

Se l’assemblea di condominio non convocata dall’amministratore provoca dei danni, quali azioni possono intraprendere i condomini?

In un condominio ci sono sempre molte questioni da risolvere, dalle più semplici a quelle un po’ più importanti. I condomini, pertanto, hanno la possibilità di chiedere all’amministratore di convocare un’assemblea di condominio.

Succede, però, che per l’amministratore non è necessaria per non meglio identificati motivi, dunque, quali azioni possono intraprendere i condomini se l’amministratore non convoca l’assemblea richiesta? A spiegarlo è La legge per tutti.

Occorre precisare che, tra i vari compiti dell’amministratore rientra quello di convocare l’assemblea di condominio almeno una volta all’anno, in particolare per l’approvazione del bilancio consuntivo. Se l’amministratore non convoca di sua sponte l’assemblea ordinaria o straordinaria, possono richiederla almeno due condòmini che insieme rappresentino almeno un sesto del valore dell’edificio. Se entro 10 giorni dalla richiesta l’amministratore non convoca l’assemblea i condòmini possono convocarla autonomamente.

In pratica, bisogna inviare all’amministratore una richiesta a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, sottoscritta da almeno due condòmini che rappresentino almeno un sesto del valore dell’edificio. I dieci giorni decorrono dal ricevimento della raccomandata. Se nulla accade, si può procedere immediatamente alla convocazione. Se invece si preferisce inviargli la richiesta a mezzo PEC (Posta Elettronica Certificata) i 10 giorni decorreranno dal momento in cui la PEC risulterà consegnata, in genere, nella stessa giornata di invio.

Per l’autoconvocazione dei condomini si devono seguire le stesse precise regole che deve seguire l’amministratore per la corretta convocazione di tutti i condòmini, vale a dire: inviare l’avviso di convocazione tramite raccomandata con ricecuta di ritorno (oppure con qualsiasi mezzo consenta di certificate l’avvenuta consegna, PEC, fax, ecc.) a tutti i proprietari degli appartamenti almeno 5 giorni prima della data in cui l’assemblea si terrà ed indicare l’ordine del giorno.

È importante seguire tutte le regole di una corretta convocazione a tutela dei diritti di ogni condomino. Inoltre, è utile precisare che, qualora l’inerzia dell’amministratore, rispetto alla convocazione delle assemblee ordinarie e straordinarie richieste dai condòmini, fosse un’abitudine, i condòmini potrebbero agire in giudizio per chiederne la revoca giudiziaria, venendosi a configurare un caso di grave irregolarità nello svolgimento dei compiti che la legge gli attribuisce.

Ciascun condomino, anche singolarmente, può chiedere all’amministratore la convocazione dell’assemblea se riscontra gravi irregolarità fiscali nella gestione del condominio. Ad esempio, se non risulta l’apertura di un apposito conto corrente su cui far transitare tutte le somme ricevute o erogate dal condominio, ma anche il mancato utilizzo del conto corrente condominiale. Per la buona gestione del condominio, l’utilizzo corretto e tracciabile delle somme di denaro corrisposte o ricevute è fondamentale e tutti i movimenti di denaro devono essere sempre rendicontabili in maniera trasparente.

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