Ripartizione spese terrazzi e balconi in condominio: quando si deve pagare

La ripartizione spese terrazzi e balconi in condominio per la manutenzione ordinaria e straordinaria, quando si deve pagare

La ripartizione delle spese di condominio generano sempre grandi discussioni. Non sono esclusi neanche balconi, tetto e terrazzo dell’edificio. Il più delle volte, si tratta di spese molto consistenti che devono per forza tenere conto dei rispettivi millesimi di proprietà.

Il terrazzo è di proprietà del condominio e, quindi, in uso a tutti i condomini. Di conseguenza, tutti dovranno partecipare alle relative spese di manutenzione ordinaria o straordinaria secondo i rispettivi millesimi di proprietà. Anche i condomini al primo piano o i negozianti titolari di magazzini rientrano nella divisione e dovranno pagare. Solo se il palazzo è composto da più scale, ciascuna con il proprio tetto, si avrà anche una divisione delle relative spese: sui condomini di una scala gravano solo gli oneri della propria copertura e non quelle dell’altra scala.

Come spiega La legge per tutti, la proprietà condivisa del lastrico solare o del terrazzo è la regola. Tuttavia, possono esserci delle eccezioni, ad esempio, potrebbe risultare di uso esclusivo del condomino dell’ultimo piano. Se non esiste un documento che ne definisce la proprietà esclusiva, il terrazzo può essere sfruttato da tutti i condomini, che pertanto hanno diritto ad accedervi, ad avere le relative chiavi del portoncino ed utilizzare l’area secondo i propri personali fini.

Le spese di manutenzione, sia ordinaria che straordinaria, sono ripartite secondo i millesimi di proprietà generali (tabella A) pertanto, in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno. È possibile la deroga ed un diverso criterio di ripartizione delle spese solo se previsto da un regolamento di condominio approvato all’unanimità o da una delibera dell’assemblea anche questa ottenuta con il volto di tutti i condomini.

Per quanto riguarda i singoli balconi dei vari appartamenti, va precisato che ne esistono due tipi: incassati, vale a dire quelli realizzati a filo della facciata che non sporgono; aggettanti, quelli più comuni, che si distinguono perché sporgono dalla facciata dell’immobile e risultano solitamente aperti sui tre lati assicurati da una ringhiera o un parapetto.

La regola vuole che tutte le spese relative alle parti ornamentali del balcone (ad esempio i parapetti) siano di pertinenza del condominio ed è quindi l’assembla a decidere quando provvedere, ripartendo gli oneri per millesimi; tutte le altre spese sono a carico del proprietario del balcone.

Essendo il balcone aggettante un prolungamento dell’appartamento cui accede, esso appartiene in via esclusiva al proprietario dello stesso. Ne consegue che tutte le spese di manutenzione sono in capo al proprietario dell’unità immobiliare relativa.

Fonte: homerating.it

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