Installazione rampa disabili in condominio: chi deve pagare le spese

L’installazione rampa disabili in condominio comporta delle spese, l’eventuale ripartizione tra i condomini per l’abbattimento delle barriere architettoniche

Le necessità di un condominio sono tante, fra queste anche l’abbattimento delle barriere architettoniche per i disabili. Non è raro che sia necessario installare una rampa disabili per qualcuno dei condomini che non ha la possibilità di muoversi agevolmente ed affrontare la difficoltà di salire o scendere le scale.

Naturalmente, l’installazione comporta dei costi che potrebbero essere divisi tra i condomini. In genere, si convoca un’assemblea e quasi sempre i pareri sono discordanti. Dunque, chi deve pagare la rampa disabili in condominio? Si tratta di un edificio privato e non pubblico, quale normativa bisogna seguire?

Come riporta La legge per tutti, recentemente la Cassazione si è occupata di un caso simile. Bisogna sapere che un disabile non può obbligare il condominio ad abbattere le barriere architettoniche, ma ha diritto ad imporre all’amministratore che venga indetta un’assemblea per decidere sulla sua richiesta. Si potrà poi decidere se accettare o meno la domanda del disabile e, in caso affermativo, ripartire i costi dei lavori tra tutti i condomini secondo millesimi.

Nel 2012 una riforma ha modificato le maggioranze per l’approvazione dei lavori di abbattimento delle barriere architettoniche. Oggi è sufficiente la maggioranza degli intervenuti i quali però devono avere almeno la metà dei millesimi dello stabile (quindi, i votanti a favore devono raggiungere 500 millesimi, pari alla metà del valore dell’edificio). Pertanto, non essendo richiesta né l’unanimità né una maggioranza, anche se un singolo condomino si oppone, l’installazione può essere eseguita.

Se l’assemblea rigetta la richiesta del disabile, vale a dire se la maggioranza è contraria, si potrà ugualmente provvedere ad installare un montascala, ascensore e qualsiasi altra struttura mobile ma a proprie spese. Inoltre, si possono anche allargare ingressi e porte ma, in questo caso, il disabile ha il diritto di non consentire agli altri di utilizzare gli impianti da lui realizzati, opponendosi all’utilizzo da parte di chi non ha contribuito ai costi. Nulla vieta agli altri condomini di servirsi dell’impianto qualora decidessero di partecipare alla spese in un secondo tempo.

Gli altri condomini si possono opporre solo se la realizzazione di tali opere renda impossibile o estremamente complicato l’uso delle parti comuni. Per i giudici l’abbattimento delle barriere architettoniche e, quindi, la realizzazione di una rampa disabili, di un montascale, di uno scivolo o di un ascensore è un diritto del portatore di handicap se questi ne sostiene anche i costi.

Fonte: homerating.it

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