Spese anticipate dall’amministratore di condominio: come avviene il rimborso

Le spese anticipate dall’amministratore di condominio vanno rimborsate ma c’è un termine per la prescrizione, quali sono i tempi

L’amministratore di condominio spesso anticipa le spese più urgenti e non sempre i proprietari sono d’accordo, tanto che l’argomento è motivo di forti discussione durante l’assemblea in cui si deve decidere per il rimborso.

Il codice prevede i casi in cui l’amministratore deve agire senza la preventiva autorizzazione dell’assemblea maturando poi il diritto alla restituzione dei soldi versati nell’interesse del condomino. Sull’argomento sono state emesse anche molte sentenze, come riporta La legge per tutti.

L’amministratore resta in carica un anno, a partire dal giorno dell’accettazione della nomina, il mandato è rinnovato automaticamente per un altro anno. Oltre al compenso per l’attività ordinaria prestata, l’amministratore può chiedere il rimborso delle spese sostenute nell’esercizio della sua carica che devono essere necessariamente documentate e presentate in sede di approvazione assembleare del preventivo, esibendo scontrini e fatture giustificative degli acquisti fatti. Ulteriori costi possono essere richiesti a rimborso previa approvazione assembleare.

L’amministratore ha inoltre il compito di preservare lo stabile ed evitare eventuali danni alle parti comuni. Pertanto, se risulta urgente e necessario effettuare lavori di manutenzione straordinaria dello stabile condominiale e non c’è il tempo per convocare l’assemblea ed ottenere l’autorizzazione dei condomini all’avvio delle opere, l’amministratore è obbligato ad intervenire immediatamente per far riparare il danno, in caso contrario subentra la responsabilità personale.

Dovrà poi convocare l’assemblea e riferire ai condomini dell’urgenza dei lavori e far accettare la spesa. L’amministratore ha diritto al rimborso delle spese sostenute, tuttavia, qualora risultasse che non esisteva l’urgenza, l’assemblea può decidere se concedere o meno il rimborso.

Secondo la Cassazione, l’amministratore ha dieci anni di tempo per richiedere il rimborso, scaduto il quale, subentra la prescrizione del diritto al recupero delle anticipazioni fatte dall’amministratore di condominio. Non rileva il fatto che tale credito sia di solito portato a conoscenza dei condomini in un momento successivo, ossia in sede di presentazione del rendiconto annuale.

Il problema principale per l’amministratore che ha cessato l’incarico, è procurarsi le prove delle spese sostenute se non è più in possesso della documentazione condominiale. Secondo la sentenza del Tribunale di Roma, se il condominio non ha mai contestato il credito, né in assemblea né in giudizio, il suo silenzio equivale a una ammissione di debito.

Fonte: homerating.it

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