Vendere un negozio dato in affitto: quando si deve avvisare l’inquilino

Come vendere un negozio dato in affitto correttamente, quando avvisare l’inquilino del passaggio di proprietà, quali sono le conseguenze in mancanza di avviso, come si deve procedere, come funziona il diritto di prelazione

Per esigenze personali, per reperire liquidità o per qualsiasi altro motivo, si può decidere di vendere un negozio di proprieta che è stato però dato in affito con un regolare contratto, ma anche per evitare che il prezzo/valore dell’immobile possa scendere ulteriormente, visto che la tendenza è attualmente al ribasso.

La legge non impedisce nulla, dunque, il proprietario di un locale commerciale può liberamente decidere di vendere, ma prima di farlo è necessario avvisare l’inquilino. In altre parole, bisogna presentare una vera e propria proposta di acquisto all’inquilino che potrà decidere di accettare o meno entro un limite prestabilito. Si tratta del diritto di prelazione.

A riconoscere tale diritto è la legge, dunque, il proprietario di un negozio in affitto che vuole procedere alla vendita, deve prima comunicarlo all’inquilino che potrebbe eventualmente acquistarlo. L’inquilino non l’obbligo di farlo, ma deve avere la possibilità di saperlo prima di altri potenziali acquirenti. L’avviso va fatto mediante ufficiale giudiziario, informando il conduttore delle condizioni della vendita, in altre parole, il prezzo dell’immobile. Ci sono sessanta giorni di tempo per decidere, scaduti i quali si può procedere liberamente alla vendita, ma non ad un prezzo inferiore a quello comunicato all’inquilino.

Non rispettando il diritto di prelazione, la legge prevede delle conseguenze, ad esempio, il diritto di riscatto, vale a dire la possibilità di acquistare l’immobile anche successivamente ed a discapito del nuovo proprietario, se non è stato avvisato delle intenzioni di vendere o se è stato venduto ad un prezzo inferiore rispetto a quello della proposta fatta al conduttore.

Il diritto di riscatto può essere esercitato entro sei mesi dalla trascrizione della vendita, avvenuta a danno del diritto di prelazione del conduttore.

Fonte: homerating.it

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