Spese acqua condominiali non pagate: interruzione dell’erogazione solo al moroso

Per le spese acqua condominiali non pagate arriva la proposta dell’Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari (Anaci) di interrompere l’erogazione solo ai condomini morosi

Le spese condominiali non pagate sono un argomento di discussione all’ordine del giorno che spesso porta a scontri verbali molto accesi. In particolar modo è la bolletta dell’acqua a far correre il rischio dell’interruzione della fornitura a tutto il condominio e non solo a chi non paga.

L’Associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari (Anaci), ha lanciato la proposta, che ha riscontrato il favore delle società idriche, di non penalizzare tutto il condominio, ma esclusivamente il condomino moroso. Non è raro, infatti, che per far fronte alle quote non pagate da alcuni, per non vedere sospesa la fornitura, il condomino in regola con il pagamento, si veda costretto a dover pagare una somma superiore a quella che in realtà spetterebbe.

Le società che distribuiscono l’acqua spesso accettano solo pagamenti integrali della bolletta e non parziali, questo significa che, in caso di sospensione, un acconto non sarebbe sufficiente a ripristinare il servizio eventualmente sospeso.

Senza l’erogazione dell’acqua, le abitazioni resterebbero anche senza riscaldamento poiché alimentato tramite l’acqua. A guadagnare sono solo i morosi che contano sull’appoggio di altri che pagano per non incorrere nella sospensione del servizio. L’Anaci, dunque, lancia la proposta più che ragionevole che potrebbe essere facilmente attuabile. In buona sostanza, l’Associazione propone di imporre alle società idriche di accettare pagamenti parziali delle bollette tutte le volte in cui alcuni condomini non abbiano versato le proprie quote. In tali ipotesi, verrà comunque garantita l’acqua a chi è in regola con le quote condominiali e verrà invece automaticamente staccata a chi è in ritardo.

In questo modo gli inadempienti dovrebbero sentirsi costretti a pagare quanto dovuto. Resterebbe garantito esclusivamente il minimo vitale dei 50 litri di acqua gratis al giorno, riconosciuti per legge anche ai morosi se presentano un Isee inferiore a 8.108,50 euro.

Fonte: homerating.it

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