Installazione impianto fotovoltaico sul tetto condominiale: come funziona

L’installazione impianto fotovoltaico sul tetto condominiale è possibile, quanto spazio può occupare un singolo condomino

L’energia alternativa sta raccogliendo molti consensi tra i proprietari di abitazioni e non solo di quelli che vivono in una soluzione indipendente, ma anche in condominio. Per risparmiare sulle bollette, infatti, sono in molti ad aver scelto di installare un impianto fotovoltaico sul tetto di casa.

Tuttavia, in un condominio bisogna fare i conti con lo spazio a disposizione che sicuramente è limitato, sicché, bisogna rispettare anche la libertà degli altri di voler ugualmente installare un impianto fotovoltaico sul tetto del condominio. Ad oggi, come ricorda La legge per tutti, non esistono criteri matematici per definire le porzioni di area condominiale utilizzabili dal singolo. Il Codice Civile, infatti, si limita a stabilire che ogni condomino può utilizzare le parti comuni purché garantisca il pari uso da parte degli altri.

Una recente sentenza del tribunale di Milano ha fatto chiarezza su quella che dovrebbe essere la ripartizione del tetto condominiale per l’eventuale installazione di un impianto fotovoltaico. Ciascun condomino ha diritto di realizzare, a proprie spese e nel proprio interesse, un impianto finalizzato alla produzione di energia come il fotovoltaico. A dirlo è il Codice Civile. Il riferimento è l’installazione di pannelli solari e fotovoltaici da effettuarsi non solo su parti di proprietà esclusiva (ad esempio il proprio balcone), ma anche su parti comuni condominiali.

La condizione principale è che l’installazione di un impianto fotovoltaico individuale non modifichi il decoro architettonico e non pregiudichi la stabilità dell’edificio. Inoltre, anche gli altri condomini devono poter utilizzare la stessa area.

Se l’intervento non incide (se non minimamente) su parti condominiali, il condomino può fare installare l’impianto fotovoltaico senza una preventiva autorizzazione assembleare anche se, per correttezza, si deve avvisare l’amministratore che può fare le opportune verifiche.

Se invece l’impianto richiede di effettuare modifiche alle parti comuni, il condomino deve prima informare l’amministratore di quanto ha intenzione di fare, comunicando il contenuto specifico e le modalità di esecuzione degli interventi, in altre parole, deve fornire il dettaglio tecnico dei lavori che si andranno ad effettuare.

Prima che partano i lavori, l’amministratore convocherà l’assemblea che dovrà approvare o meno il progetto presentato. La votazione deve avvenire a maggioranza degli intervenuti che rappresentino i 2/3 del valore dell’edificio. L’assemblea può anche proporre soluzioni alternative di esecuzione oppure imporre cautele a salvaguardia della stabilità, della sicurezza o del decoro architettonico dell’edificio.

Fonte: homerating.it

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