Accesso alle parti comuni di un condominio: cosa può vietare il regolamento

L’accesso alle parti comuni di un condominio deve essere consentita a tutti, salvo che il regolamento non disponga diversamente

In un condominio ci sono molte parti comuni a cui tutti hanno diritto di accesso, che si tratti di ripostiglio, terrazza o altro. Pertanto, ogni condomino dovrebbe essere in possesso delle chiavi. Tuttavia, non è raro che l’amministratore si riservi un’area comune la cui gestione gli è stata affidata.

In quanto custode del palazzo, ha l’esclusivo diritto ad aprire quella porta. Tutto ciò è legale? Chi ha diritto a possedere le chiavi di tutti gli spazi condominiali all’interno dell’edificio? A dare qualche chiarimento in proposito è una recente ordinanza della Cassazione, riportata da La legge per tutti.

In buona sostanza, l’amministratore di condominio è solo un custode delle parti comuni che restano però di proprietà dell’intero condominio, vale a dire di tutti i condomini in proporzione ai rispettivi millesimi. L’amministratore, comunque, ha il compito di salvaguardare e tutelare l’intero edificio e deve sorvegliare che né i condomini, né eventuali terzi possano danneggiarlo.

Fermo restando che l’amministratore deve sorvegliare, tutti i proprietari hanno diritto ad usare le parti comuni. Il che significa che a questi devono essere riconosciute le chiavi per aprire tutte le porte. L’amministratore non può escludere i condomini o solo alcuni di essi, in nome del bene del condominio, dal detenere copie di chiavi che riguardino accessi a parti comuni.

Per fare un esempio, se c’è uno sgabuzzino in cui l’amministratore colloca oggetti e strumenti necessari per le riunioni di condominio o per la gestione del giardino, il relativo accesso e utilizzo deve essere riconosciuto a tutti, fermo restando l’obbligo di rispettarne la destinazione d’uso e di non occupare tanto spazio da impedire il pari uso agli altri.

Il punto è comprendere se l’area in questione, può considerarsi o meno parte comune. Come scrive la Cassazione, si deve innanzitutto partire dai titoli di acquisto degli appartamenti. Da questi potrà risultare facile ricostruire la proprietà dell’area che, se non intestata a nessuno, si presumerà di tutti.

Bisogna, tuttavia, consultare il regolamento di condominio che potrebbe sancire una differente disciplina dello spazio comune, assegnandone l’uso solo a uno o a pochi condomini. In questo caso, però, il regolamento deve essere approvato all’unanimità, cosa che si può raggiungere o con il voto di tutti i condomini in assemblea o con l’approvazione del regolamento all’atto della firma del rogito notarile da parte di ciascun proprietario.

Fonte: homerating.it

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