Condominio senza amministratore: quando è possibile, cosa dice la legge

Quando è possibile un condominio senza amministratore, chi gestisce il condominio, cosa dice la legge

Vivere in un condominio non è sempre è semplice, le discussioni, spesso accese, non mancano e, del resto, come si suol dire, “ogni testa è un mondo”, dunque, mettere d’accordo tutti è un arduo compito. Per questo si nomina un amministratore di condominio che andrà a gestire tutte le problematiche.

Tuttavia, la legge non impone sempre la nomina di un amministratore. Certo, in mancanza di una figura professionale che si faccia carico delle varie problematiche, si corrono molti rischi, ad esempio, la gestione della ripartizione delle spese condominiali, la decisione dei lavori da fare, la convocazione dell’assemblea e tanto altro.

L’amministratore è un po’ l’anima del condominio, si occupa di qualsiasi cosa ma, il Codice Civile non impone sempre la sua presenza. La nomina è obbligatoria solamente quando i condòmini sono più di otto; in questo caso l’assemblea è tenuta a nominare l’amministratore, in caso contrario, la nomina è fatta dall’autorità giudiziaria su ricorso di uno o più condomini (o dell’amministratore dimissionario).

Come spiega La legge per tutti, il numero minimo è riferito ai proprietari di abitazioni condominiali, in altre parole, se in un condominio vivono dieci persone, ma cinque di esse fanno riferimento al nucleo familiare di un solo proprietario, non ci sarà obbligo di nominare l’amministratore.

Tra le problematiche che potrebbero sorgere in un condominio senza amministratore c’è sicuramente la ripartizione delle spese. Secondo il Codice Civile, salvo che il regolamento (di natura contrattuale) non dica il contrario, le spese necessarie per la conservazione e per il godimento delle parti comuni dell’edificio, per la prestazione dei servizi nell’interesse comune e per le innovazioni deliberate dalla maggioranza sono sostenute dai condomini in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno.

La tabella millesimale, dunque, servirà a ripartire tutte le spese necessarie alla conservazione ed al godimento delle parti comuni del condominio Questo principio di ripartizione, essendo previsto direttamente nel Codice Civile, non necessita né di un regolamento né di un amministratore.

Tutti i condòmini potrebbero riunirsi e pattuire che tutti paghino alla stessa maniera, a prescindere dai millesimi posseduti. Il criterio di ripartizione basato sulla tabella millesimale, inoltre, viene espressamente derogato dalla legge quando si tratta di cose destinate a servire i condomini in misura diversa, ad esempio, l’ascensore per chi abita al piano terra e non ha alcun motivo per doverlo utilizzare.

In un condominio senza amministratore, ogni condomino può convocare l’assemblea ordinaria o straordinaria. Inoltre, in mancanza dell’amministratore, viene di solito individuata una persona che faccia da referente, un vero e proprio mandatario dei condomini, che si occupi della gestione. La legge parla espressamente di persona che svolge funzioni analoghe a quelle dell’amministratore.

Fonte: homerating.it

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