Tasse vendita casa: le novità della manovra 2020

Brutte notizie per chi vende casa entro 5 anni: aumentano del 6% le imposte sulle plusvalenze immobiliari. Ecco cosa prevede la Legge di Bilancio sull’argomento.

Tassazione sulla casa: dal 20 al 26% l’imposta in caso di vendita entro 5 anni

Le tasse sulla casa sono le grandi protagoniste della Legge di Bilancio 2020: in arrivo nuove imposte in caso di vendita di beni immobili.
Chi venderà casa entro il termine di cinque anni dall’acquisto o dalla costruzione dell’immobile dovrà pagare una tassa superiore rispetto a quanto effettuato sinora. Previsto infatti un incremento dell’aliquota da applicare sulla plusvalenza immobiliare.

L’articolo 89 della Legge di Bilancio 2020, relativo ai rendimenti dei beni prevede il passaggio dal 20 al 26% dell’aliquota dell’imposta sostitutiva per le plusvalenze derivanti dalla cessione di beni immobili a titolo oneroso. La misura coinvolge quei trasferimenti che vengono effettuati entro il termine di 5 anni dalla data di acquisto o costruzione dell’immobile. La tassazione sul margine di guadagno, derivante dalla vendita di un immobile, introdotta nel 2006 viene dunque equiparata a quella sulle rendite finanziarie.

Insomma, dal 1° gennaio 2020 acquistare e vendere casa costerà di più per il contribuente. Ad ogni modo, considerando che il mercato immobiliare non può ancora dirsi dinamico resta difficile pensare che le Casse dello Stato potranno registrare gli aumenti desiderati.
Le compravendite, per quanto in aumento, segnalano ancora prezzi piuttosto stabili, per cui i guadagni in conto capitale non potranno prevedersi elevati.
I tassi sui mutui decisamente al ribasso, unitamente alle agevolazioni fiscali sono il punto di forza intorno cui si sta muovendo per la ripresa del mercato immobiliare in Italia.

Qualche buona notizia c’è. Se da un lato le transazioni di immobili comporteranno l’applicazione di nuove tasse, la versione della Legge di Bilancio 2020 presentata al Senato conferma al 10% l’aliquota della cedolare secca per gli affitti a canone concordato. Non solo. Si può infatti tirare il fiato per quanto concerne le imposte ipotecarie e catastali che sulla base delle prime bozze della manovra economica sembravano destinate ad aumentare.

Fonte: lavorincasa.it

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